Oggi il trapianto di rene e la dialisi, nei paesi ricchi, ridanno la vita ai pazienti con malattie renali, che infatti non muoiono più per insufficienza renale. In futuro anche dialisi e trapianto lasceranno il posto a qualcosa di ancora più entusiasmante, la rigenerazione dei reni: verranno messe a punto tecniche di rigenerazione con cellule staminali, sia iniettate nel tessuto renale del malato, sia staminali del midollo osseo del paziente indotte (con farmaci) a migrare nel rene per favorirne la rigenerazione spontanea.
E' la prospettiva tratteggiata sulla rivista Lancet in una review firmata da Giuseppe Remuzzi, Ariela Benigni e Marina Morigi dell'istituto Mario Negri di Bergamo che fa il punto sugli ultimi risultati della ricerca. C'è inoltre la possibilità di trovare, nascoste nei reni, cellule staminali adulte specifiche del tessuto renale, con proprietà autorigeneranti che, opportunamente stimolate, possano a loro volta contribuire alla rigenerazione dell'organo.
Sempre su Lancet, che questa settimana dedica uno speciale alle malattie renali, Marcello Tonelli dell'Università di Alberta in Canada sottolinea che mentre nei paesi in via di sviluppo, dove trapianto e dialisi sono ancora un sogno, si muore ancora di insufficienza renale, questo scenario è praticamente cancellato in Occidente, dove chi ha un problema renale cronico anche grave trova nuova vita in dialisi e trapianto e di fatto sono i problemi cardiovascolari e non i reni a metterne a rischio la vita.
Molti animali, soprattutto anfibi e pesci, hanno un'enorme capacità rigenerativa spontanea dei tessuti, reni compresi, in risposta a un danno acuto. Nei mammiferi questa capacità è ridotta, ma non assente, ed un'ampia documentazione scientifica, scrivono Remuzzi e colleghi su Lancet, dimostra che ci sono molte vie per amplificare le capacità rigenerative dei reni; per esempio attraverso le cellule staminali adulte dell'organo.
La ricerca di queste staminali sta andando avanti: in numerosi lavori sono state individuate nel rene adulto umano 'nicchie' che custodiscono cellule con potenziale rigenerativo. Alcune di queste staminali isolate da tessuto renale umano sano sono state già testate con successo su topolini dimostrando di poter indurre miglioramenti dei danni renali.
E non è l'unica possibilità: "cellule staminali adulte del midollo osseo - scrivono gli autori del lavoro - potrebbero contribuire al ricambio e alla rigenerazione di svariati compartimenti del rene. Queste staminali, infatti, pur essendo le progenitrici delle cellule del sangue, si differenziano anche in molte altre linee cellulari. Ed è noto da svariati studi che le staminali del midollo migrano nel rene e partecipano al naturale ricambio dell'epitelio tubolare e alla riparazione del rene dopo danno acuto".
Il problema è di spingere la rigenerazione quando il danno è cronico e progressivo: in questo caso si è visto che farmaci contro l'ipertensione, presi a lungo termine, possono favorire un naturale, sia pur parziale, processo rigenerativo.
"Studi clinici miglioreranno la nostra comprensione dei geni che governano progressione e regressione della malattia renale cronica - concludono - e i geni associati a prognosi positiva. Inoltre il miglioramento delle conoscenze sui farmaci già in uso che mostrino capacità protettiva nei confronti dei reni potrebbe tracciare la strada verso nuovi percorsi terapeutici. Insieme questi progressi in genetica e nelle conoscenze sui meccanismi di protezione renale contribuiranno a progettare molecole che abbiano come bersaglio geni rilevanti per la rigenerazione, che diverrà l'obiettivo finale sostituendo dialisi e trapianto".
09 aprile 2010
http://notizie.tiscali.it/articoli/scienza/10/04/addio-trapianto-reni-staminali-rigenerazione.html?scienza
E' la prospettiva tratteggiata sulla rivista Lancet in una review firmata da Giuseppe Remuzzi, Ariela Benigni e Marina Morigi dell'istituto Mario Negri di Bergamo che fa il punto sugli ultimi risultati della ricerca. C'è inoltre la possibilità di trovare, nascoste nei reni, cellule staminali adulte specifiche del tessuto renale, con proprietà autorigeneranti che, opportunamente stimolate, possano a loro volta contribuire alla rigenerazione dell'organo.
Sempre su Lancet, che questa settimana dedica uno speciale alle malattie renali, Marcello Tonelli dell'Università di Alberta in Canada sottolinea che mentre nei paesi in via di sviluppo, dove trapianto e dialisi sono ancora un sogno, si muore ancora di insufficienza renale, questo scenario è praticamente cancellato in Occidente, dove chi ha un problema renale cronico anche grave trova nuova vita in dialisi e trapianto e di fatto sono i problemi cardiovascolari e non i reni a metterne a rischio la vita.
Molti animali, soprattutto anfibi e pesci, hanno un'enorme capacità rigenerativa spontanea dei tessuti, reni compresi, in risposta a un danno acuto. Nei mammiferi questa capacità è ridotta, ma non assente, ed un'ampia documentazione scientifica, scrivono Remuzzi e colleghi su Lancet, dimostra che ci sono molte vie per amplificare le capacità rigenerative dei reni; per esempio attraverso le cellule staminali adulte dell'organo.
La ricerca di queste staminali sta andando avanti: in numerosi lavori sono state individuate nel rene adulto umano 'nicchie' che custodiscono cellule con potenziale rigenerativo. Alcune di queste staminali isolate da tessuto renale umano sano sono state già testate con successo su topolini dimostrando di poter indurre miglioramenti dei danni renali.
E non è l'unica possibilità: "cellule staminali adulte del midollo osseo - scrivono gli autori del lavoro - potrebbero contribuire al ricambio e alla rigenerazione di svariati compartimenti del rene. Queste staminali, infatti, pur essendo le progenitrici delle cellule del sangue, si differenziano anche in molte altre linee cellulari. Ed è noto da svariati studi che le staminali del midollo migrano nel rene e partecipano al naturale ricambio dell'epitelio tubolare e alla riparazione del rene dopo danno acuto".
Il problema è di spingere la rigenerazione quando il danno è cronico e progressivo: in questo caso si è visto che farmaci contro l'ipertensione, presi a lungo termine, possono favorire un naturale, sia pur parziale, processo rigenerativo.
"Studi clinici miglioreranno la nostra comprensione dei geni che governano progressione e regressione della malattia renale cronica - concludono - e i geni associati a prognosi positiva. Inoltre il miglioramento delle conoscenze sui farmaci già in uso che mostrino capacità protettiva nei confronti dei reni potrebbe tracciare la strada verso nuovi percorsi terapeutici. Insieme questi progressi in genetica e nelle conoscenze sui meccanismi di protezione renale contribuiranno a progettare molecole che abbiano come bersaglio geni rilevanti per la rigenerazione, che diverrà l'obiettivo finale sostituendo dialisi e trapianto".
09 aprile 2010
http://notizie.tiscali.it/articoli/scienza/10/04/addio-trapianto-reni-staminali-rigenerazione.html?scienza


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