DROGHE «LEGGERE»
Olanda, addio ai coffee shop?
Il tramonto dei negozi dove da decenni vengono vendute e consumate legalmente hashish e marijuana è inevitabile secondo il direttore esecutivo dell'Unodc Antonio Maria Costa. La notizia ha provocato la reazione dell'ambasciata d'Olanda: "i coffee shop olandesi non chiuderanno". Già da tempo comunque in Olanda si era registrata una consistente diminuzione del numero di coffee shop, che dai circa 1.700 dei "tempi d'oro" sono scesi a poco più di 700
I coffee shop olandesi, i negozi dove da decenni vengono vendute e consumate legalmente hashish e marijuana, meta di milioni di giovani da tutto il mondo, chiuderanno presto: la notizia, fornita dal direttore esecutivo dell'Unodc Antonio Maria Costa, è piombata come un fulmine a cielo sereno sulla seconda giornata della Conferenza nazionale sulle tossicodipendenze in corso a Palermo, suscitando la reazione immediata della stessa ambasciata olandese: "I coffee shops non chiuderanno".
Costa aveva parlato di una decisione del governo olandese in proposito. Dopo qualche ora ha però precisato che il tramonto sarà inevitabile poichè "il governo olandese ha adottato restrizioni e limitazioni che li stanno portando alla chiusura".
Una strada, quella imboccata dal governo olandese, che dovrebbe in pratica rendere quasi impossibile la vita ai celebri locali, spingendoli di fatto alla chiusura.
Già nei giorni scorsi, d'altronde, il ministro della giustizia, Roberto Castelli, aveva accennato alle decisioni del governo olandese, costretto a uniformarsi, aveva spiegato il ministro, a una deliberazione presa dall' Unione Europea nel corso del semestre di presidenza italiana.
I coffee shop, ha spiegato Costa, che ha espresso "profondo apprezzamento per gli sforzi che il governo olandese ha compiuto adottando restrizioni", violano le convenzioni internazionali; "il rifornimento della merce, inoltre, avviene attraverso canali illegali".
Già da tempo, ha riferito il direttore dell'Unodc, in Olanda si era registrata una consistente diminuzione del numero di coffee shop, che dai circa 1.700 dei "tempi d'oro" sono scesi a poco più di 700.
Molti gestori di coffee shop, inoltre, cominciano a considerare l'affare antieconomico, in quanto molta gente preferisce rifornirsi sul mercato illegale perchè i prezzi sono più bassi.
La notizia ha provocato la reazione dell'ambasciata d'Olanda: "i coffee shop olandesi non chiuderanno", ha detto Loek Ten Hagen, secondo segretario della sede diplomatica in Italia. E anche nel mondo politico italiano i commenti non si sono fatti attendere: "non c'‚ alcuna discussione parlamentare - ha detto l'europarlamentare del Prc Giusto Catania - ma solo la dichiarazione di un ministro che non ha presentato atti formali in merito alla chiusura dei coffee shop in Olanda. Quei locali non chiuderanno".
"La maggioranza del Parlamento olandese - aggiunge - e l'opinione pubblica hanno invitato quel ministro ad abbandonare questo folle tentativo. Costa invece di contrastare il narcotraffico internazionale continua a raccontare frottole sugli effetti positivi della 'war on drugs' e adesso aggiunge pure le fandonie che riguarderebbero l'Olanda".
"Ma quale chiusura, è una bufala!" commenta Franco Corleone, presidente dell'associazione Forum droghe, secondo il quale "si sa l'Olanda è odiata dalla narcoburocrazia che vive sulla pelle dei tossicodipendenti".
"In Olanda - aggiunge - c'è‚ sì un dibattito in corso, ma sulla proposta di legalizzare la produzione di marjuana per i coffee shop che è cosa ben diversa"
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