Il ddl Gelmini è stato approvato nell'aula del Senato con 152 sì e 94 no, contando solo un astenuto. Favorevoli all'attuazione del ddl il Pdl e la Lega Nord, l'Svp e l'Api di Rutelli.
Ecco i principali cambiamenti di cui la riforma Gelmini è caratterizzata: pensionamento dei docenti al 70esimo anno di età, eliminazione del bienno Amato (tranne per chi già ne fruisce): i docenti, seguendo il provvedimento, cesseranno la loro attività di insegnamento a 70 anni, senza poterne prolungare ulteriormente la durata. Gli associati, invece, termineranno la loro attività al 68esimo anno di età.
Inoltre, gli atenei più piccoli verranno accorpati a quelli di maggiore importanza: dodici il numero delle facoltà concesso per ogni ateneo, con l'eliminazione di tutti i corsi di laurea con basso numero di iscrizioni. Gli atenei meno virtuosi subiranno tagli e per quelli con problemi di bilancio sarà attuato il commissariamento. Ma non è tutto: gli atenei che usufruiranno più del 90% dei fondi statali non potranno bandire concorsi per assumere nuovo personale.
Inoltre, si fissa a 8 anni la durata del mandato dei rettori, dando la possibilità al Senato Accademico di sfiduciarli anche prima della scadenza del mandato stesso. Per fare ciò ai senatori occorre una maggioranza qualificata. Il Senato non dovrà avere più di 35 membri e il presidente del Cda potrà essere anche un componente esterno.
I ricercatori potranno essere assunti tramite contratto a tempo determinato della durata di minimo tre anni fino ad un massimo di cinque: se il ricercatore è valido, dopo i tre anni potrà vedersi rinnovato il contratto che da determinato passa ad indeterminato come associato. Viceversa, se ritenuto poco efficente il contratto non gli sarà rinnovato. Per accaparrarsi il ruolo di docente ordinario o di associato, bisognerà sostenere un concorso nazionale per l'abilitazione scientifica: i vincitori entreranno in un albo, dal quale gli Atenei potranno scegliere personale.
L'attività dei ricercatori sarà monitorata dall'Anvur (agenzia statale per la valutazione dell'attività di ricerca) alla quale ciascun ricercatore, dopo tre anni, dovrà presentare una relazione su quanto svolto. Al ricercatore che non avrà condotto al meglio la sua attività non ci saranno aumenti di stipendio e i fondi non elargiti al singolo ricercatore saranno versati ai docenti migliori. I docenti dovranno certificare la loro presenza nelle ore di lezione, di cui 350 da dedicare non solo alla docenza ma anche al servizio per gli studenti.
Infine, gli studenti meritevoli avranno la possibilità di chiedere prestiti, a tassi bassissimi, tramite un fondo nazionale per il merito.
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