di Roberta Giommi
25 novembre 2010. "Ti voglio bene, ma
non provo desiderio". I partner in crisi usano questa frase quando si
presentano in consultazione sessuale per giustificare che la crisi del
desiderio non è un atto volontario, ma un danno che anche loro
subiscono.
Dichiarano subito che i sentimenti di
affetto e stima sono presenti come in passato e che non possono essere
colpevolizzati per questa indifferenza sessuale che si è determinata
involontariamente. Spesso ambedue i partner raccontano questa mancanza
di desiderio ed esprimono preoccupazione per il rapporto di coppia. In
tanti altri casi solo uno dei due ha esaurito il desiderio e
l’eccitazione mentre l’altra/o ha ancora voglia di fare l’amore.
Quali possono essere le cause di questa
disfunzione sessuale in una coppia che dichiara di voler mantenere il
rapporto? Le cause possono essere molte la più semplice è l’esistenza di
una relazione a volte solo platonica altre volte da amanti, che ha
spostato le emozioni verso altri oggetti del desiderio. Spesso esistono
relazioni segrete, che comprendono il sesso e le emozioni.
Prendiamo in esame come si può
intervenire quando la situazione non è determinata da un tradimento
reale o virtuale, ma dal crescere di una indifferenza involontaria e
cosa fare se uno dei due vuole riprendere la sessualità e l’altra/o si
oppone o per la presenza di una storia esterna e nascosta. Perché le
coppie perdono interesse? Dobbiamo guardare le coppie che hanno figli
piccoli e le coppie che hanno molti anni di convivenza.
Le coppie con figli oggi sono coppie in
cui ambedue lavorano e hanno al ritorno a casa da accudire i piccoli,
ristabilire una relazione affettiva e pensare alla casa e alle diverse
incombenze. In questo caso si chiede alla coppia di costruire nuove
regole nella gestione dei figli e di essere più severi
nell’organizzazione del lavoro e del tempo libero.
Fare sesso alla fine di una giornata pesante
è in genere faticoso e contrasta con il desiderio di dormire o di fare
qualcosa di piacevole a livello individuale. Va costruito uno spazio per
incontrarsi che deve essere rubato alle altre cose, spazio importante
perché senza sesso ed emozioni la coppia si stabilizza, ma con grossi
rischi di rottura.
Le coppie che stanno insieme da tempo
spesso hanno ridotto l’intimità e si danno un po’ per scontati,
dimenticando i piccoli gesti preparatori della sessualità e la ricerca
di momenti di confidenza e contatto corporeo che possono aprire al sesso
e al senso di appartenenza fisica. Avere per molto tempo interrotto la
sessualità, farla male, costruisce il distacco e l’indifferenza. Per
fare bene il sessoe l’amore bisogna prima avere
staccato la spina dai pensieri difficili e stancanti, dalle
preoccupazioni, ansia, stress, senso di inadeguatezza, conflitti
familiari.
Se invece la coppia, uno dei due, ha
guadagnato disinteresse perchè sta vivendo una storia nuova,
appassionante e felice, tornare indietro non è semplice e riscoprire la
commozione, l’affetto per una persona che conosciamo bene che può avere
diritto alla nostra tenerezza, ad uno sguardo caldo, affettuoso dovrebbe
aprirsi anche al riconoscimento relazionale di questa persona diversa
da noi e amabile e per questo vicina, conosciuta anche nelle sue
ricerche e desideri sessuali.
Si può andare via o restare, ma quello
che non si deve fare è restare castrando la femminilità, mascolinità,
corporeità e sessualità dell’altra/o. Se solo uno dei due ha consumato
il desiderio, non ha tradito, ma non vuole cambiare, non da
disponibilità a fare terapia, ci si trova in una situazione molto
difficile. Qualcosa senza che ce ne siamo accorti è cambiato nella
relazione.
Si è fatto troppa famiglia e troppo
poco gli amanti, si è lasciato che il sesso scivolasse via senza marcare
il territorio, senza mostrare desiderio, curiosità, sollecitazione e
quando il problema viene segnalato è tardi e spesso è la causa di
processi separativi che fanno arrabbiare molto perchè sembrano a freddo:
senza ostilità, senza punte di rabbia, senza odio, senza mancanza di
stima o di sentimenti.
In questi casi siamo stati distratti,
molto, abbaimo lasciato che si consumasse il patrimonio di complicità
fiisica, allusioni, piccoli segreti, atti rubati al tempo da passare con
i figli, siamo diventati così tanto aprenti da incontrare il tabù
dell’incesto non si fa sesso con il proprio padre, madre, fratello,
sorella.
A volte in questi casi la distanza,
l’allontanamento, l’incoerenza dei gesti, il piccolo caos,
ristabiliscono la separazione dal ruolo di parenti riaprendo alla
curiosità e al desiderio e solo in questi casi si può ipotizzare che il
desiderio possa rinascere proprio perché non siamo così certi di chi è
veramente la persona che abbiamo davanti. In consultazione quando al
coppia o la eprosna che consulta esprimono la volontà di curare la
disfunzione del desiderio si può intervenire con un percorso di
psicoterapia sessuale mirata e breve.
A livello generale dobbiamo ricordarci
che il desiderio viene messo in crisi dallo stress, dalla depressione,
da farmaci che stiamo prendendo e di cui dobbiamo parlare con il nostro
medico. Allenare il desiderio prima di consultare può essere fatto
ripristinando una nostra competenza al piacere della vita, alla ricerca
di sensazioni di benessere che sono in genere predittive di una ripresa
della sessualità.
http://donna.tiscali.it/articoli/sessuologa/2010/novembre/calo-desiderio-12345.html


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