Un
team di ricercatori americani ha spiegato scientificamente uno degli
eventi più antichi e misteriosi della storia: la separazione delle acque
del Mar Rosso compiuta da Mosè e raccontata nella Bibbia.
(Focus.it, 24 settembre 2010)
La divisione delle acque del Mar Rosso descritta nell’Antico Testamento,
operata da Mosè per portare in salvo gli Israeliti inseguiti dagli
Egiziani, potrebbe non essere stata un miracolo divino ma… atmosferico.
È questa la singolare, e forse per alcuni blasfema, conclusione alla
quale sono arrivati i ricercatori dell’Università del Colorado e del National Centre for Atmospheric Research.
Gli scienziati hanno utilizzato una complessa simulazione
computerizzata per ricostruire i venti e i moti ondosi che avrebbero
dato origine alla lingua di terra asciutta utilizzata dal Popolo Eletto
per mettersi in salvo dai loro inseguitori.
La Bibbia ha quasi ragione
Secondo Carl Drews
e i suoi collaboratori il luogo dell’incredibile evento non sarebbe
però il Mar Rosso, ma un luogo situato più a nord, sul delta del Nilo,
nei pressi del Mediterraneo: il lago Manzala.
«I risultati della simulazione coincidono quasi perfettamente con il
racconto dell’Esodo» spiega Drews. Un forte vento proveniente da est
levatosi durante la notte potrebbe aver respinto indietro le acque di
una laguna per uno tempo sufficiente a permettere il passaggio del
popolo di Mosè, per poi richiudersi sopra la cavalleria del Faraone.
Mosè separò le acque. E la scienza spiega come

Allora Mosè stese la sua mano sul mare di Ivan Aivazovsky (1891)
Un
team di ricercatori americani ha spiegato scientificamente uno degli
eventi più antichi e misteriosi della storia: la separazione delle acque
del Mar Rosso compiuta da Mosè e raccontata nella Bibbia.
(Focus.it, 24 settembre 2010)
La divisione delle acque del Mar Rosso descritta nell’Antico Testamento,
operata da Mosè per portare in salvo gli Israeliti inseguiti dagli
Egiziani, potrebbe non essere stata un miracolo divino ma… atmosferico.
È questa la singolare, e forse per alcuni blasfema, conclusione alla
quale sono arrivati i ricercatori dell’Università del Colorado e del National Centre for Atmospheric Research.
Gli scienziati hanno utilizzato una complessa simulazione
computerizzata per ricostruire i venti e i moti ondosi che avrebbero
dato origine alla lingua di terra asciutta utilizzata dal Popolo Eletto
per mettersi in salvo dai loro inseguitori.
La Bibbia ha quasi ragione
Secondo Carl Drews
e i suoi collaboratori il luogo dell’incredibile evento non sarebbe
però il Mar Rosso, ma un luogo situato più a nord, sul delta del Nilo,
nei pressi del Mediterraneo: il lago Manzala.
«I risultati della simulazione coincidono quasi perfettamente con il
racconto dell’Esodo» spiega Drews. Un forte vento proveniente da est
levatosi durante la notte potrebbe aver respinto indietro le acque di
una laguna per uno tempo sufficiente a permettere il passaggio del
popolo di Mosè, per poi richiudersi sopra la cavalleria del Faraone.
«La divisione delle acque può essere spiegata con modelli
fluido-dinamici» afferma Drews, «il vento sposta l’acqua secondo leggi
compatibili con la fisica, creando un passaggio asciutto con l’acqua sui
due lati, che improvvisamente si richiude». Proprio come nel racconto
biblico.
Drews ha dedicato anni a studiare la storia della traversata e si è
basato su antichi studi di geografia che gli hanno permesso di
ricostruire la morfologia dell'area e la profondità del Nilo nelle varie
zone del delta. Ha poi utilizzato queste informazioni per alimentare
una simulazione computerizzata che gli ha permesso di identificare la
zona nella quale sarebbe potuto verificarsi lo straordinario evento.
Muri di acqua
Secondo i calcoli di Drews un vento a 100 km/h spirato da est per 12 ore
avrebbe potuto creare un corridoio asciutto lungo 3-4 chilometri e
largo 5 che sarebbe rimasto aperto per circa 4 ore in una laguna nei
pressi della odierna Port Said.
Altri studi condotti in passato avevano ipotizzato che l’arretramento
delle acque avrebbe potuto essere provocato da tifone o da uno tsunami
ma queste due teorie non combaciano con il racconto biblico: il vento di
un tifone non avrebbe infatti permesso agli israeliti nemmeno di
reggersi in piedi, mentre uno tsunami non causa una divisione delle
acque come quella descritta nei Testi Sacri.


Messaggi
Iscritto/a il
Età
Sono di
Info











[img]
[/img]


