Ad Annozero il giornalista
si scontra con il Dg Masi
che telefona in diretta
Il premier: "Trasmissione vergognosa. Non hanno fatto partecipare 60 nostri supporters
e un bravissimo avvocato"
ROMA
«È vergonoso, è incredibile che non abbiamo fatto entrare i nostri 60 ragazzi, e abbiano rifiutato un bravissimo avvocato come Francesco Paolo Sisto. Questa è una dittarura, bisognerebbe che gli italiani non pagassero più il canone, perché la maggior parte ha votato Silvio Berlusconi ed è costretta a non vedersi rappresentata dal servizio pubblico». Lo ha detto, secondo quanto riferiscono i presenti, il premier Silvio Berlusconi durante la cena di compleanno di Micaela Biancofiore alll’Hotel Majestic commentando la trasmissione che ieri sera Michele Santoro ha dedicato al caso Ruby. Durante la trasmissione ha telefonato in diretta il dg Rai Mauro Masi che ha bacchettato il giornalista.
«Alla fine a poterci difendere c’era solo Belpietro - ha tuonato alla cena Berlusconi - e doveva andarsene anche lui». La rabbia del premier contro Santoro non s'è fermata qui: «Togliamo l’athority per le tlc, tanto non serve a niente», ha aggiunto. «E allora cancelliamo anche i servizi segreti che sul caso Ruby non ti hanno avvertito per niente- ha repicato uno dei ministri presenti -: basta con queste migliaia di persone in vacanza permanente».
Nonostante fosse infuriato con Michele Santoro e la sua trasmissione sul caso Ruby, alla festa ieri sera il Cavaliere è sembrato a tutti di ottimo umore: ha cantato in francese, raccontato barzellette, e festeggiato affettuosamente la Biancofiore quando ha spento le candeline rosse sulla grande torta di fragole e panna in abito Gai Mattiolo total red. Berlusconi si è appartato a parlare con i ministri Maroni e Frattini, che rappresentavano il governo alla festa insieme alla Gelmini, la Carfagna e Romani. Presenti anche molti deputati del Pdl.
Intanto, al termine della puntata di AnnoZero Michele Santoro s'è tenuto lontano dalle polemiche: «Non ho fatto alcuno scontro con il direttore generale della Rai Mauro Masi e «non commento le reazioni politiche alla trasmissione», ha detto. Santoro precisa: «ho chiarito le prerogative mie e quelle del direttore generale. Ripeto, nessuno scontro. Se poi lui l’ha avuto con me, fatti suoi. Ho fatto il mio lavoro come al solito».
E quanto alle reazioni politiche che sono venute alla puntata, come quella dello stesso presidente del Consiglio e di alcuni ministri e di parlamentari della maggioranza che chiamano in casa la commissione di Vigilanza e parlano di richiesta di sospensione del programma, Santoro replica «nessun commento».
A pochi giorni dalla telefonata in diretta di Berlusconi all’Infedele e dallo scontro tra il premier e Gad Lerner, nel corso della puntata della trasmissione di Santoro il direttore generale della Rai, Mauro Masi, ha telefonato in diretta chiamare Annozero. «A tutela dell’azienda mi debbo dissociare dalla maniera più chiara dal tipo di trasmissione che lei sta impostando, come quella della settimana scorsa«, è il monito del dg al giornalista, che apre un duro botta e risposta tra i due. «Ad avviso mio e dei nostri legali - avverte Masi - lei sta violando il Codice di autoregolamentazione sui processi in tv, tema sollevato non più tardi di venerdì scorso anche dal presidente della Repubblica Napolitano».
Santoro - che nell’anteprima aveva preso le distanze dalla circolare del dg sulla necessità di una partecipazione paritetica del pubblico rispetto alle posizioni degli ospiti («io le claque non le voglio») - incalza il dg chiedendogli a più riprese se intenda chiudere la trasmissione. «Io non interrompo la trasmissione: ho sempre garantito che andasse in onda -, precisa Masi». «Non stiamo violando le regole? Risponda!» insiste Santoro. «Non sono io che debbo stabilirlo«, dice allora il dg. E ancora, pungolato dal giornalista: «Dissocio me stesso e l’azienda da un tipo di trasmissione che potrebbe violare il codice», frena. Poi un un brusco buonanotte di Santoro chiude la conversazione.
Dopo la telefonata, Masi fa sapere di aver ribadito per iscritto a Santoro, dopo aver visto la scaletta, «la preoccupazione per un taglio del programma che metteva al rischio l’azienda da nuove sanzioni, anche economiche. È arrivato il momento in cui ognuno deve assumersi e proprie responsabilità ed io mi sono assunto le mie, ripeto, a tutela dell’azienda e dei cittadini telespettatori». E poi, poco prima della chiusura della puntata, sottolinea: »Sul rispetto delle regole vado fino in fondo«.
Con il dg si schierano governo e Pdl. «Anche stasera Annozero ha superato ogni limite del decoro, della decenza e del rispetto della deontologia giornalistica», attacca il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani, annunciando che si attiverà presso le sedi opportune per «richiedere la più stretta osservanza delle regole così gravemente violate«.
Il portavoce del partito, Daniele Capezzone, critica Santoro e parla di toni «da piazza Venezia«, mentre altri esponenti del Pdl protestano per l’esclusione del deputato Francesco Paolo Sisto dagli ospiti e di sessanta simpatizzanti dal pubblico, chiedendo la sospensione del programma.
Il Pd invoca invece le dimissioni del dg: »Con una telefonata, iniziata con toni da censura golpista e conclusa con un balbettio da operetta, Masi conferma che non può continuare a guidare la Rai«, accusa il responsabile del forum comunicazioni, Paolo Gentiloni. Sulla stessa linea l’Idv: »È in gioco la democrazia del Paese«, è la convinzione del portavoce Leoluca Orlando. Sul fronte Rai, il consigliere Nino Rizzo Nervo si augura che »presto Masi si dissoci da se stesso per avere ancora una volta dimostrato che non è in grado di guidare il servizio pubblico e, prendendo coscienza della sua imperizia, tolga il disturbo«.
Carlo Verna, segretario dell’Usigrai, parla di »delirio senza precedenti« del dg, chiede un »incontro urgente« all’azionista ministero dell’Economia e sollecita »risposte« dal cda. .
si scontra con il Dg Masi
che telefona in diretta
Il premier: "Trasmissione vergognosa. Non hanno fatto partecipare 60 nostri supporters
e un bravissimo avvocato"
ROMA
«È vergonoso, è incredibile che non abbiamo fatto entrare i nostri 60 ragazzi, e abbiano rifiutato un bravissimo avvocato come Francesco Paolo Sisto. Questa è una dittarura, bisognerebbe che gli italiani non pagassero più il canone, perché la maggior parte ha votato Silvio Berlusconi ed è costretta a non vedersi rappresentata dal servizio pubblico». Lo ha detto, secondo quanto riferiscono i presenti, il premier Silvio Berlusconi durante la cena di compleanno di Micaela Biancofiore alll’Hotel Majestic commentando la trasmissione che ieri sera Michele Santoro ha dedicato al caso Ruby. Durante la trasmissione ha telefonato in diretta il dg Rai Mauro Masi che ha bacchettato il giornalista.
«Alla fine a poterci difendere c’era solo Belpietro - ha tuonato alla cena Berlusconi - e doveva andarsene anche lui». La rabbia del premier contro Santoro non s'è fermata qui: «Togliamo l’athority per le tlc, tanto non serve a niente», ha aggiunto. «E allora cancelliamo anche i servizi segreti che sul caso Ruby non ti hanno avvertito per niente- ha repicato uno dei ministri presenti -: basta con queste migliaia di persone in vacanza permanente».
Nonostante fosse infuriato con Michele Santoro e la sua trasmissione sul caso Ruby, alla festa ieri sera il Cavaliere è sembrato a tutti di ottimo umore: ha cantato in francese, raccontato barzellette, e festeggiato affettuosamente la Biancofiore quando ha spento le candeline rosse sulla grande torta di fragole e panna in abito Gai Mattiolo total red. Berlusconi si è appartato a parlare con i ministri Maroni e Frattini, che rappresentavano il governo alla festa insieme alla Gelmini, la Carfagna e Romani. Presenti anche molti deputati del Pdl.
Intanto, al termine della puntata di AnnoZero Michele Santoro s'è tenuto lontano dalle polemiche: «Non ho fatto alcuno scontro con il direttore generale della Rai Mauro Masi e «non commento le reazioni politiche alla trasmissione», ha detto. Santoro precisa: «ho chiarito le prerogative mie e quelle del direttore generale. Ripeto, nessuno scontro. Se poi lui l’ha avuto con me, fatti suoi. Ho fatto il mio lavoro come al solito».
E quanto alle reazioni politiche che sono venute alla puntata, come quella dello stesso presidente del Consiglio e di alcuni ministri e di parlamentari della maggioranza che chiamano in casa la commissione di Vigilanza e parlano di richiesta di sospensione del programma, Santoro replica «nessun commento».
A pochi giorni dalla telefonata in diretta di Berlusconi all’Infedele e dallo scontro tra il premier e Gad Lerner, nel corso della puntata della trasmissione di Santoro il direttore generale della Rai, Mauro Masi, ha telefonato in diretta chiamare Annozero. «A tutela dell’azienda mi debbo dissociare dalla maniera più chiara dal tipo di trasmissione che lei sta impostando, come quella della settimana scorsa«, è il monito del dg al giornalista, che apre un duro botta e risposta tra i due. «Ad avviso mio e dei nostri legali - avverte Masi - lei sta violando il Codice di autoregolamentazione sui processi in tv, tema sollevato non più tardi di venerdì scorso anche dal presidente della Repubblica Napolitano».
Santoro - che nell’anteprima aveva preso le distanze dalla circolare del dg sulla necessità di una partecipazione paritetica del pubblico rispetto alle posizioni degli ospiti («io le claque non le voglio») - incalza il dg chiedendogli a più riprese se intenda chiudere la trasmissione. «Io non interrompo la trasmissione: ho sempre garantito che andasse in onda -, precisa Masi». «Non stiamo violando le regole? Risponda!» insiste Santoro. «Non sono io che debbo stabilirlo«, dice allora il dg. E ancora, pungolato dal giornalista: «Dissocio me stesso e l’azienda da un tipo di trasmissione che potrebbe violare il codice», frena. Poi un un brusco buonanotte di Santoro chiude la conversazione.
Dopo la telefonata, Masi fa sapere di aver ribadito per iscritto a Santoro, dopo aver visto la scaletta, «la preoccupazione per un taglio del programma che metteva al rischio l’azienda da nuove sanzioni, anche economiche. È arrivato il momento in cui ognuno deve assumersi e proprie responsabilità ed io mi sono assunto le mie, ripeto, a tutela dell’azienda e dei cittadini telespettatori». E poi, poco prima della chiusura della puntata, sottolinea: »Sul rispetto delle regole vado fino in fondo«.
Con il dg si schierano governo e Pdl. «Anche stasera Annozero ha superato ogni limite del decoro, della decenza e del rispetto della deontologia giornalistica», attacca il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani, annunciando che si attiverà presso le sedi opportune per «richiedere la più stretta osservanza delle regole così gravemente violate«.
Il portavoce del partito, Daniele Capezzone, critica Santoro e parla di toni «da piazza Venezia«, mentre altri esponenti del Pdl protestano per l’esclusione del deputato Francesco Paolo Sisto dagli ospiti e di sessanta simpatizzanti dal pubblico, chiedendo la sospensione del programma.
Il Pd invoca invece le dimissioni del dg: »Con una telefonata, iniziata con toni da censura golpista e conclusa con un balbettio da operetta, Masi conferma che non può continuare a guidare la Rai«, accusa il responsabile del forum comunicazioni, Paolo Gentiloni. Sulla stessa linea l’Idv: »È in gioco la democrazia del Paese«, è la convinzione del portavoce Leoluca Orlando. Sul fronte Rai, il consigliere Nino Rizzo Nervo si augura che »presto Masi si dissoci da se stesso per avere ancora una volta dimostrato che non è in grado di guidare il servizio pubblico e, prendendo coscienza della sua imperizia, tolga il disturbo«.
Carlo Verna, segretario dell’Usigrai, parla di »delirio senza precedenti« del dg, chiede un »incontro urgente« all’azionista ministero dell’Economia e sollecita »risposte« dal cda. .


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