ROMA – Un paio di voci di donna, il massimo del “politicamente
corretto”. La prima è quella di Marina, Marina Berlusconi. Voce che
grida: “Non paghiamo un euro”. E fin qui…In fondo è la reazione
standard, l’istinto nazionale di fronte ad una sentenza avversa. Ma
attenzione, Marina Berlusconi dice e grida di più: “Vogliono rovinare il
lavoro di una vita”. Vogliono chi? Tutti i magistrati evidentemente
perché il risarcimento cui è stata condannata Fininvest ha una lunga
storia, lunga non tanto venti anni quanto cinque collegi giudicanti. I
primi tre, tre Tribunali hanno stabilito e accertato che Cesare Previti
dispose ai tempi di tre miliardi di lire provenienti dalla Fininvest per
pagare, tra gli altri, il giudice Vittorio Metta. Quattrocento milioni
che Vittorio Metta raccontò poi essere l’eredità di un collega defunto
depositata in Svizzera e arrivata a lui per amicizia. Tre sentenze
invece hanno stabilito che Vittorio Metta in cambio di quei quattrocento
milioni emise sentenza favorevole alla Fininvest, sentenza “comprata”.
Tre collegi e poi altri due, quelli che hanno stabilito che Fininvest
trasse illecito vantaggio comprando giudice e sentenza e perciò deve
risarcire. Tutto questo Marina Berlusconi non tanto omette, quanto
cancella come irrilevante. Non è che non lo sappia, Marina Berlusconi
difende altro principio: quello per cui i soldi, una volta ottenuti, non
importa più come. Diventano comunque il “lavoro di una vita”.
Lo stesso principio in fondo invocato da Manuela Bravi, compagna di
Marco Milanese. “Ci trattano come la banda della Magliana… Marco
incassava sette/ottocentomila euro l’anno, forse che non poteva
spenderli come gli pare?”. Manuale Bravi non è interessata a sapere come
Milanese li guadagnasse e la cosa a suo dire non deve interessare “i
venditori ambulanti di notizie”. I soldi, una volta portati a casa,
diventano “santi” e intoccabili, diventano anche qui patrimonio privato
di una vita. Come ha spiegato lo stesso Milanese a chi lo interrogava,
“prima facevo una vita limitata in tutto”. Quindi quei soldi sono la
libertà trovata e nessuno tocchi, non sia mai, la libertà.
Marina Berlusconi e Manuela Bravi: due donne “tigre” che difendono un
solo cucciolo, l’unico che conta, il solo valore possibile: i soldi.
Chiunque e comunque glieli abbia dati, dio non c’entra nulla, comunque
non si toccano.Fonte

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